Cinque quartetti

da un progetto di Officina Culturale 

e del Liceo Newton di Chivasso

elaborazione e regia di

Enrica Ciabatti e Gianluca Vitale

elaborazioni multimediali di Enrica Ciabatti

QUANDO IL TEATRO GRECO INCONTRA LA MULTIMEDIALITÀ

Gli allievi dell'Officina Culturale e del Liceo Newton di Chivasso, con la regia di Enrica Ciabatti e Gianluca Vitale, portano in scena cinque estratti di commedie e tragedie del Teatro Greco in una moderna rilettura in cui l'opera classica si fonde con la multimedialità.

Un esperimento sicuramente curioso, interessante e con un pizzico di sana e divertente follia.

Lo spettacolo nasce come insieme di quattro momenti, da cui il titolo originario "Quattro quartetti", però in fase di preparazione ne viene aggiunto un quinto. Lo spettacolo debutta comunque con il titolo originario, ma già nella nuova struttura drammaturgica, sabato 24 e domenica 25 marzo 2018 a Torino, presso lo spazio teatrale Q77, nell'ambito del concorso teatrale "In-vita a Teatro". (a proposito... Aristofane, Euripide, Sofocle ed Eschilo ringraziano tutti coloro che erano in sala!)

Dopo questa prima rappresentazione si decide, per una sorta di benevola ma dovuta "coerenza semantica", di ribattezzare lo spettacolo con il nuovo e definitivo titolo di "Cinque quartetti".

La struttura dello spettacolo

In Medea, di Euripide, vedremo MEDEA discutere animatamente con GIASONE, responsabile del declino emotivo di sua moglie, da lui esiliata per poter contrarre un matrimonio di puro interesse con la figlia di un Re.

In Lisistrata, di Aristofane, MIRRINA frenerà i bollori del marito CINESIA durante lo sciopero del sesso organizzato dalle donne ateniesi per convincere iloro uomini a porre fine al conflitto con Sparta.

In Edipo re, di Sofocle, EDIPO scoprirà la terribile verità che per anni ha ignorato, essendo oggetto di un destino crudele che lo ha portato, senza saperlo, a uccidere il suo vero padre e a sposare GIOCASTA, sua madre.

Nelle Rane, di Aristofane, DIONISIO e XANTIA saranno protagonisti di assurde e grottesche peripezie, finalizzate al recupero dell'anima di Euripide dall'Ade.

Nelle Coefore, di Eschilo, ORESTE compirà il matricidio impostogli dal dio Apollo, vendicando l'assassinio di suo padre Agamennone, trucidato dalla scure bipenne della moglie CLITEMNESTRA, Per questo perderà la ragione.

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